C.I.C   " Ti Ascolto "

CENTRO DI INFORMAZIONE E CONSULENZA

 

Il “Liceo Morelli – Colao” mette a disposizione il “CIC -  Ti Ascolto” - un servizio di supporto e sostegno per studenti, famiglie e docenti, con lo scopo di incrementare il benessere psicofisico degli allievi, di prevenire fenomeni di dispersione scolastica e di supportare le famiglie.

La scuola è il luogo in cui si impara il Sapere, il Saper Fare ed il Saper Essere. Lo sviluppo di un individuo non avviene solo grazie al potenziale cognitivo di ciascuno studente, ma soprattutto grazie al supporto delle relazioni significative del contesto dell’alunno (rapporti con i coetanei e con i familiari, qualità della relazione interpersonale alunno-insegnante). Pertanto risulta importante imparare a vivere insieme, nella scoperta dell’altro e con la volontà di tendere verso obiettivi comuni, relazionali e sociali. L’attenzione verso gli aspetti affettivo-relazionali dello sviluppo ha come obiettivo la prevenzione del disagio, incrementando il sentimento di autostima, che è sempre correlato con il buon rendimento degli studenti in questa fase così delicata di crescita. Si ritiene necessario che la prevenzione si svolga in un contesto in cui gli adulti non vogliono certo impedire ai giovani di essere creativi, ma lasciare spazio alla soggettività giovanile, mirando ad una integrazione tra i diversi mondi in cui essa si manifesta.  Si tratta di sostenere il protagonismo di ragazzi che vivono spesso in condizione di deprivazione relazionale e affettiva, a causa del diffondersi delle famiglie in cui il genitore unico non riesce a garantire un sostegno efficace o di famiglie in cui i genitori sono di fatto assenti per una lunga parte del tempo di vita dell'adolescente.  La scuola non intende sostituirsi alla famiglia, ma prevenire il disagio educando al ruolo sociale dei giovani, attraverso la propria funzione di elaborazione e trasmissione culturale e attivando interventi di prevenzione dei comportamenti a rischio e dell'abbandono scolastico.

In questo tentativo è necessario lavorare con tutte le componenti scolastiche:

a)   con gli studenti, rispetto ai quali sono state pensate le funzioni del C.I.C. e a cui sono direttamente rivolte tutte le attività previste;

b)   con i genitori, rispetto ai quali si sente la necessità di un coinvolgimento che vada oltre i momenti formali di partecipazione collegiale. Occorre realizzare una rete di sostegno per favorire il benessere degli adolescenti e dei loro familiari sia nella scuola che nelle proprie realtà. La scuola può infatti contribuire a promuovere la diffusione di una cultura di accettazione e di ascolto del disagio giovanile, anche offrendo supporto ai genitori per problemi che possono avere effetti sul rendimento scolastico dei figli. Il lavoro con i genitori, più difficile da strutturare, può iniziare da incontri online sui temi dell’adolescenza, dei rapporti familiari, della vita scolastica, che saranno oggetto di un apposito “Progetto Genitori” che potrà prevedere uno sviluppo del C.I.C.;

c)    con gli insegnanti, rispetto ai quali il C.I.C. si propone come risorsa tecnica e scientifica per organizzare le attività di educazione alla salute e per favorire il benessere scolastico. La presenza di specialisti (psicologo, assistente sociale, medico, educatore) può consentire la creazione di una competenza interna alla scuola. La consulenza può inoltre sostenere direttamente la didattica, consentendo di affrontare in classe alcuni aspetti del malessere degli allievi, attraverso uno sportello per insegnanti che può discutere le situazioni problematiche del lavoro docente. La collaborazione può avvenire sulle tematiche disciplinari, sulla creazione di unità didattiche interdisciplinari per affrontare obiettivi dell'area della salute o della socialità, sull'analisi dello stile comunicativo del docente, sugli aspetti educativi, sulla motivazione all'apprendimento. La collaborazione con gli insegnanti può spingersi anche alla effettuazione di ricerche educative.

d)   con il personale A.T.A., il quale interagisce quotidianamente con gli studenti, con uno stile usualmente non formalizzato e non soggetto ai vincoli che caratterizzano la funzione docente. Queste comunicazioni informali vanno valorizzate favorendo anche nel personale A.T.A. l'acquisizione di competenze volte ad ampliare la disponibilità all'ascolto.

 

In questo quadro tutto il C.I.C. si configura come centro di ascolto e di riflessione sui processi di insegnamento-apprendimento in atto, senza limitare questo concetto alla sola consultazione psicologica.